PSC | Piano di Sicurezza e Coordinamento

Due o più ditte anche non in contemporanea​

Roma e provincia

ROMA E PROVINCIA

Cosa è il PSC ?

Il PSC Piano di Sicurezza e Coordinamento, è il documento redatto in fase di progetto dal CSP (o dal CSE se in fase di esecuzione), in cui sono analizzati tutti gli aspetti legati ai rischi e alle misure di prevenzione e protezione relative a uno specifico cantiere e che dovranno essere strettamente connesse ai Piani operativi di sicurezza (POS). Analizza le fasi di lavoro svolte in cantiere, le fasi critiche del processo di costruzione e tutte le misure da adottare per ridurre e prevenire i rischi di lavoro.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento è redatto nella fase di progettazione dell’opera o comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte per l’appalto, ed è parte integrante della gara d’appalto per poi essere punto di riferimento per la realizzazione del progetto. E’ costituito da una relazione tecnica con tutte le prescrizioni, correlate alla complessità dell’opera, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori ed una serie di tavole esplicative.

I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del PSC e del POS almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori.

PSC Piano di sicurezza e coordinamento | fasi di progettazione

Nella fase di progettazione preliminare sono evidenziati al Committente, il metodo di redazione e l’individuazione degli argomenti che verranno successivamente approfonditi e sviluppati secondo lo schema tipo di composizione del PSC durante la progettazione Definitiva ed Esecutiva.

Nella fase di progettazione Definitiva, verranno date indicazioni al Committente sui costi della sicurezza che saranno evidenziati nel PSC, onde permettere di inserirli nel Quadro economico di cui all’art.
25, comma 2, lettera m) del Dpr 554/99 (Regolamento di attuazione – Merloni Ter).  

In fase esecutiva, verrà redatto il Piano di Sicurezza e di Coordinamento ed il Fascicolo dell’Opera (DLgs 494/96 e DLgs 528/99, art. 4 e 12; Merloni Ter, art. 31; Regolamento di attuazione, art. 35, comma 1, lettera f) e art. 41).

Stima dei costi della sicurezza | PSC

Sui costi della sicurezza è opportuno anticipare subito che rappresenteranno circa il 3 – 3,5 per cento  dell’importo totale del computo metrico estimativo, ma non costituiranno ulteriore onere aggiuntivo in quanto sono genericamente inclusi in ogni articolo dell’Elenco Prezzi utilizzato (e nelle Analisi dei prezzi unitari che sono alla base di ogni Elenco Prezzi); inoltre, al momento, non sono previsti oneri aggiuntivi imputabili a particolari dispositivi di protezione collettiva.

Una corretta valutazione dei costi della sicurezza nasce dallo scorporo degli stessi dai prezzi unitari utilizzati (dal Prezzario ufficiale) e non da aggiunte generalizzate (perché significherebbe pagare due volte la sicurezza). È utile infatti rammentare che alla sicurezza eravamo già tenuti; in particolar modo per il rispetto di tutta  la legislazione pregressa – dai “Principi generali di tutela (Costituzione, Codice Civile, Codice Penale)” alla “Prevenzione degli infortuni (Dpr 547/55)”, dalla “Igiene sul lavoro “Dpr 303/56)” alla “Sicurezza nelle costruzioni (DPR 164/56)”, eccetera ‐ che resta tuttora in vigore.

Ove è prevista la redazione del PSC nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:

  1. degli apprestamenti previsti nel PSC
  2. delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti
  3. degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi
  4. dei mezzi e servizi di protezione collettiva
  5. delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza
  6. degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti
  7. delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva

Per le opere per le quali non è prevista la redazione del PSC, le amministrazioni appaltanti, nei costi della sicurezza stimano, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori.

La stima dovrà essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezzari o listini ufficiali vigenti nell’area interessata, o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente; nel caso in cui un elenco prezzi non sia applicabile o non disponibile, si farà riferimento ad analisi costi complete e desunte da indagini di mercato. Le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento.

I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale dei lavori, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.

Il direttore dei lavori liquida l’importo relativo ai costi della sicurezza previsti in base allo stato di avanzamento lavori, previa approvazione da parte del coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando previsto.

Il coordinatore della sicurezza elabora ed aggiorna il PSC

Il PSC verrà elaborato tenendo conto innanzi tutto che la vita di ogni Cantiere temporaneo o mobile ha una storia a se e non è riconducibile a procedure ingessate come può accadere, ad esempio, in uno stabilimento o in una catena di montaggio dove ‐ una volta progettata la sicurezza ‐ questa può essere codificata e ricondotta ad operazioni e movimenti ripetitivi e sempre uguali nel tempo.

Inoltre, gli interventi di sistemazione idraulica inseriti nel presente progetto sono frammentati in più zone distinte tra loro; pertanto rendono ancora più evidente la necessità di redigere un PSC. Riteniamo pertanto che i compiti del Coordinatore per la progettazione e del Coordinatore per l’esecuzione dovranno essere finalizzati a redigere e far applicare i contenuti di un Piano di sicurezza che:

  • non lasci eccessivi spazi all’autonomia gestionale dell’Impresa esecutrice nella conduzione del lavoro, perché altrimenti diventerebbe troppo generico (disattendendo al fatto che il PSC deve essere uno strumento operativo che parte da una corretta programmazione e deve dare delle indicazioni ben precise per operare in sicurezza …)
  • ma non programmi neppure in maniera troppo minuziosa la vita del Cantiere per evitare di ingessarlo in procedure burocratiche che oltre a ridurre il legittimo potere gestionale dell’Impresa esecutrice (DLgs  528/99, art. 9, comma 1, lettera c‐bis; Legge 415/98 art. 31, comma 1‐bis, lettera c) non garantirebbero comunque la sicurezza sul lavoro perché troppo rigidamente imposte o troppo macchinose. (Con la
    conseguenza che l’Impresa e lo stesso Coordinatore per l’esecuzione dei lavori – di fronte ad eccessive difficoltà procedurali – finirebbero spesso con il disattenderle).

Metodo di redazione, argomenti da approfondire e schema tipo di composizione nel PSC.

Come già accennato, le Prime indicazioni e disposizioni per la stesura del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC), che sono di seguito riportate, riguardano principalmente il metodo di redazione e l’individuazione degli argomenti da approfondire che verranno successivamente elaborati con l’avanzare del grado di progettazione (nel rispetto di quanto disposto dalla normativa vigente, ma anche di quanto
predisposto nella proposta di Schema di regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili in attuazione dell’articolo 31 del Regolamento.

Il PSC è costituito da due parti distinte

  • Nella prima parte del PSC Piano di Sicurezza e Coordinamento, saranno trattati argomenti che riguardano prescrizioni di carattere generale, anche se concretamente legati al lavoro progettato e che si deve realizzare. Queste Prescrizioni di carattere generale potranno essere considerate quindi quasi come il Capitolato speciale della sicurezza adattato alle specifiche esigenze del lavoro e rappresenteranno in pratica gli argini legali entro i quali si vuole che l’Impresa si muova con la sua autonoma operatività. Tutto ciò nell’intento di evitare il più possibile di imporre procedure troppo burocratiche, troppo rigide e soprattutto troppo minuziose e macchinose, che potrebbero indurre l’Impresa a sentirsi deresponsabilizzata o comunque non in grado di impegnarsi ad applicarle perché troppo teoriche e di fatto di poca utilità per la vita pratica del Cantiere. 
  • Nella seconda parte del PSC Piano di Sicurezza e Coordinamento, saranno trattati argomenti che riguardano il Piano dettagliato della sicurezza per Fasi di lavoro che nasce da un Programma di esecuzione dei lavori, che naturalmente va considerato  come un’ipotesi attendibile ma preliminare di come verranno poi eseguiti i lavori dall’Impresa.

Al Cronoprogramma ipotizzato saranno collegate delle Procedure operative per le Fasi più significative dei lavori e delle Schede di sicurezza collegate alle singole Fasi lavorative programmate con l’intento di evidenziare le misure di prevenzione dei rischi simultanei risultanti dall’eventuale presenza di più Imprese (o Ditte) e di prevedere l’utilizzazione di impianti comuni, mezzi logistici e di protezione collettiva.

Concludono il PSC le indicazioni alle Imprese per la corretta redazione del Piano Operativo per la Sicurezza (POS) e la proposta di adottare delle Schede di sicurezza per l’impiego di ogni singolo macchinario tipo, che saranno comunque allegate al PSC in forma esemplificativa e non esaustiva (crediamo che quest’ultimo compito vada ormai delegato principalmente alla redazione dei POS da parte delle Imprese).

Indice di un PSC Piano di Sicurezza e Coordinamento

Parte Prima: Prescrizioni di carattere generale

  • Copertina
  • Premessa del Coordinatore per la sicurezza
  • Modalità di presentazione di proposte di integrazione o modifiche – da parte dell’Impresa esecutrice – al Piano di sicurezza redatto dal Coordinatore per la progettazione
  • Obbligo alle Imprese di redigere il Piano operativo di sicurezza complementare e di dettaglio
  • Elenco dei numeri telefonici utili in caso di emergenza.
  • Quadro generale con i dati necessari alla notifica (da inviare all’organo di vigilanza territorialmente competente, da parte del Committente)
  • Struttura organizzativa tipo richiesta all’Impresa (esecutrice dei lavori)
  • Referenti per la sicurezza richiesti all’Impresa (esecutrice dei lavori)
  • Requisiti richiesti per eventuali ditte Subappaltatrici
  • Requisiti richiesti per eventuali Lavoratori autonomi
  • Verifiche richieste dal Committente
  • Documentazioni riguardanti il Cantiere nel suo complesso (da custodire presso gli uffici del cantiere a cura dell’Impresa)
  • Descrizione dell’Opera da eseguire, con riferimenti alle tecnologie ed ai materiali impiegati
  • Aspetti di carattere generale in funzione della sicurezza e Rischi ambientali
  • Considerazioni sull’Analisi, la Valutazione dei rischi e le procedure da seguire per l’esecuzione dei lavori in sicurezza
  • Tabelle riepilogative di analisi e valutazioni in fase di progettazione della sicurezza
  • Rischi derivanti dalle attrezzature.
  • Modalità di attuazione della valutazione del rumore
  • Organizzazione logistica del Cantiere
  • Pronto Soccorso
  • Sorveglianza Sanitaria e Visite mediche
  • Formazione del Personale
  • Protezione collettiva e dispositivi di protezione personale (DPI)
  • Segnaletica di sicurezza
  • Norme Antincendio ed Evacuazione
  • Coordinamento tra Impresa, eventuali Subappaltatori e Lavoratori autonomi
  • Attribuzioni delle responsabilità, in materia di sicurezza, nel cantiere
  • Stima dei costi della sicurezza
  • Elenco della legislazione di riferimento
  • Bibliografia di riferimento.

Parte seconda: Piano dettagliato della sicurezza per Fasi di lavoro

  • Copertina
  • Premessa
  • Cronoprogramma Generale di esecuzione dei lavori
  • Cronoprogramma di esecuzione lavori di ogni singola opera
  • Fasi progressive e procedure più significative per l’esecuzione dei lavori contenuti nel Programma
  • Procedure comuni a tutte le opere in C.A.
  • Procedure comuni a tutte le opere di movimento terre ed opere varie
  • Distinzione delle lavorazioni per aree
  • Schede di sicurezza collegate alle singole Fasi lavorative programmate, (con riferimenti a: Lavoratori previsti, Interferenze, Possibili rischi, Misure di sicurezza, Cautele e note, eccetera)
  • Elenco non esaustivo di macchinari ed attrezzature tipo (con caratteristiche simili a quelle da utilizzare)
  • Indicazioni alle Imprese per la corretta redazione del Piano Operativo per la Sicurezza (POS)
  • Schede di sicurezza per l’impiego di ogni singolo macchinario tipo, fornite a titolo esemplificativo e non esaustivo (con le procedure da seguire prima, durante e dopo l’uso).