PROGETTAZIONE E CALCOLO PONTEGGI

superiori a 20m o fuori configurazione ministeriale

ROMA E PROVINCIA

Schemi del libretto ministeriale

Ai sensi del D.Lgs 81/2008 art. 131, i ponteggi devono essere realizzati utilizzando componenti contenuti nel libretto di autorizzazione alla costruzione ed all’impiego, rilasciato al fabbricante dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I componenti sprovvisti di libretto e marchio, non possono in alcun modo essere utilizzati (Cfr. D.Lgs 81/2008, allegato XIX).

Il ponteggio deve essere realizzato come previsto dal disegno esecutivo contenuto all’interno del PiMUS; se la configurazione prevista è conforme ad uno degli schemi tipo contenuti nel libretto di autorizzazione,  la conformità è attestata con la firma di chi ha redatto il PiMUS (Cfr. D.Lgs 81/2008, allegato XIX, parte 2, primo punto).

Progettazione e calcolo dei ponteggi

Nei casi in cui la configurazione del ponteggio non rientra negli schemi tipo, o comunque quando l’altezza del ponteggio è maggiore di 20 m, misurata dal punto di appoggio più basso all’estradosso dell’ultimo impalcato, oppure il ponteggio è misto, è necessario il progetto del ponteggio, oltre la PIMUS.

Il progetto del ponteggio deve essere sempre corredato la relazione di calcolo a firma di ingegnere o architetto abilitati all’esercizio della professione e deve contenere tutto quanto é necessario ai fini della realizzazione (Cfr. D.Lgs 81/2008, art. 133 comma 2). Secondo quanto disposto dall’articolo 133 il calcolo deve essere eseguito seguendo le istruzioni riportate nel libretto di autorizzazione relativo al ponteggio utilizzato.

Norme attualmente in vigore

Il ritiro della norma UNI HD 1000 risale al primo di Novembre del 2004, giorno di entrata in vigore delle attuali norme specifiche per i ponteggi:

  • UNI EN 12810-1
  • UNI EN 12810-2
  • UNI EN 12811-1
  • UNI EN 12811-2
  • UNI EN 12811-3

Assieme a queste sono state emanate le seguenti norme che definiscono altri impieghi comuni dei ponteggi:

  • UNI EN 12812
  • UNI EN 12813

Restano in vigore anche le seguenti norme preesistenti a cui fanno riferimento tutte le precedenti:

  • UNI EN 39
  • UNI EN 74-1
  • UNI EN 74-3

Tutte le norme sopra elencate sono protette dal diritto di autore e perciò possono essere reperite a pagamento sul sito UNI.

All’interno di tali norme tecniche si trovano riferimenti agli Eurocodici, che definiscono le attuali metodologie di calcolo e di verifica.
Nell’ambito delle costruzioni il testo unico (D.M. 17/01/2018) ha sancito anche in Italia il definitivo passaggio dal metodo di verifica alle tensioni ammissibili a quello agli stati limite. Si ritiene perciò che in linea generale si debba utilizzare tale metodo di verifica.

Si ritiene inoltre che i calcoli generali relativi alla pressione del vento e al carico della neve contenuti nelle Norme Tecniche sulle Costruzioni siano prevalenti rispetto a quelli riportati nella norma CNR 10012-85.

Val la pena sottolineare che all’interno del D.Lgs 81/2008, in particolare all’articolo 131 comma 3, viene data facoltà al produttore di ponteggi di chiedere al Ministero la conformità alle norme tecniche europee in aggiunta al libretto di autorizzazione. Fino ad oggi il Ministero sembra aver ignorato questo comma perché, almeno nelle autorizzazioni rilasciate dopo l’entrata in vigore del testo unico sulla sicurezza ha autorizzato configurazioni incompatibili con quelle contenute nella norma UNI EN 12810.

Cosa cambia per il calcolo dei ponteggi

I componenti delle strutture portanti dei ponteggi sono costituiti per lo più di acciaio, talvolta di alluminio. Gli impalcati possono essere realizzati in acciaio o in legno, massello o multistrato.
Volendo sintetizzare i criteri su cui si basano le verifica agli stati limite dobbiamo distinguere tra i materiali costruttivi impiegati:

Ponteggi in acciaio

Con le vecchie normative le sollecitazioni interne degli elementi venivano confrontate con la σ caratteristica, che era il valore della tensione critica di snervamento dedotto di un coefficiente di sicurezza.

Oggi invece i valori ottenuti per le sollecitazioni interne vanno confrontati direttamente con la tensione critica di snervamento, aumentando peró a monte le sollecitazioni con degli specifici coefficienti, dipendenti dal tipo di sollecitazione e dal tipo di materiale. Per quanto riguarda il carico di punta, niente é più desunto da tabelle ma calcolato analiticamente in base a parametri specifici che tengono conto anche del tipo di sezione e dello spessore. Ma l’aspetto veramente rivoluzionario di questo metodo sta nella distinzione tra le sollecitazioni impresse ai materiali.

Se si tratta di sollecitazioni ripetute durante l’utilizzo (carichi permanenti e carichi variabili) la verifica deve essere condotta in campo elastico. Se invece si tratta di sollecitazioni eccezionali (carichi accidentali) la verifica viene condotta in campo plastico, sfruttando cioé tutte le proprietà deformative dei materiali, portandoli vicini al punto di rottura, implicando ovviamente la loro sostituzione dopo l’evento.

Impalcati e ponteggi in legno

Le sollecitazioni interne ottenute con l’applicazione dei coefficienti di amplificazione tipici per il tipo di sollecitazione, vengono confrontate con la tensione caratteristica del materiale impiegato. Prima di arrivare al confronto occorre applicare altri coefficienti che tengono conto del luogo di impiego e della durata di applicazione dei carichi.

In conclusione i nuovi metodi di verifica, pur essendo più laboriosi, tengono conto di un maggiore numero di fattori rendendo risultati molto più precisi. Inoltre le nuove norme specifiche per i ponteggi forniscono finalmente i parametri per il calcolo: della spinta del vento sui ponteggi rivestiti con rete o con teli, dei sovraccarichi sulle torri scala di accesso in quota e dei carichi che influiscono sull’instabilità longitudinale.

Non resta che aspettare che i costruttori si adeguino velocemente alle nuove normative. Il rinnovo sarà comunque obbligatorio una volta raggiunto il limite di validità del libretto, stabilito dal D.Lgs 81/2008 art. 131 comma 5, in 10 anni dalla data del rilascio.